Paul Magnier (Soudal – Quick Step): In una tappa in cui non ci si aspettava un arrivo in volata, il francese ha fatto tutto alla perfezione. Capace di resistere nelle prime posizioni fino al finale, ha poi sfruttato il magistrale lavoro di Jasper Stuyven, che lo ha pilotato verso il traguardo, dove non c’è stata storia: vittoria netta, quasi per distacco. Con questo successo è tornato anche in possesso della Maglia Ciclamino, confermandosi, ancora una volta, il miglior velocista di questo Giro.
Afonso Eulálio (Bahrain Victorious): Prestazione enorme quella del portoghese oggi. Vittima di una brutta caduta a poco meno di 50 chilometri dal traguardo, si rialza e riesce a rientrare in gruppo. Ma non basta, anzi, nonostante le conseguenze della caduta, nel finale attacca con coraggio per provare a conquistare i punti del GPM, poi andati alla Maglia Rosa. Successivamente è l’unico a rispondere all’attacco di Kulset, resistendo con lui fino all’ultimo chilometro, quando entrambi devono arrendersi al rientro del gruppo dei velocisti. Non è arrivata la vittoria, ma il classe 2001 ha dato un’ulteriore prova di carattere, consolidando anche la sua Maglia Bianca.
Edoardo Zambanini (Bahrain Victorious): Ha un peso enorme il secondo posto conquistato dall’azzurro, capace addirittura di lasciarsi alle spalle Jonathan Milan. Il classe 2001 è riuscito a guadagnarsi le prime posizioni e a disputare una volata quasi perfetta, restando sempre alla ruota di un Magnier che oggi è stato semplicemente imprendibile.
Orluis Aular (Movistar): Una giornata tutto sommato anonima per il venezuelano, che, sulla carta, sembrava uno dei corridori più adatti a una tappa di questo tipo. Il 17esimo posto finale non è un risultato negativo in sé, ma lascia comunque un po’ di amaro in bocca considerando le aspettative riposte su di lui.
Chris Harper (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team): Il corridore australiano, punto di riferimento della sua squadra per la classifica generale, oggi non è riuscito a restare con i migliori nel finale andando così a perdere 1 minuto e 40 secondi dal gruppo dei migliori. Una giornata complicata, forse caratterizzata da qualche problema, che comunque non cambia la sua 14esima posizione in classifica, ma che rallenta le sue ambizioni nella generale.
Paul Penhoët (Groupama – FDJ United): Su un percorso adatto alle sue caratteristiche era lecito aspettarsi qualcosa in più dal francese. Il classe 2001 non è mai riuscito a inserirsi nella lotta per le prime posizioni, restando nell’ombra in una giornata che sembrava disegnata per le sue qualità e chiudendo con quattro minuti di ritardo dai primi.
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